Antisismica: quali sono le norme per la sicurezza degli edifici?

Per costruire un edificio antisismico esistono delle precise ed insindacabili regole da seguire. Fra queste non mancano, soprattutto a causa dei tragici eventi sismici degli ultimi anni, quelle severe e rigide riguardanti le tecniche, i materiali e la messa in opera per la realizzazione d’abitazioni altamente sicure capaci di contrastare in modo valido le forti oscillazioni della terra.

A tal riguardo nel corso degli anni si è andata stilando e modificando una fondamentale normativa antisismica, recentemente anche aggiornata, per riuscire a prevenire il crollo di edifici nel momento in cui si verifichi una scossa di terremoto. Si rincorrono, soprattutto a partire dall’anno 1981, classificazioni del territorio nazionale in specifiche categorie sismiche proposte dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), parlando d’obbligo a rispettare fondamentali norme ministeriali per la sicurezza degli edifici. La normativa antisismica prevede il bisogno di un adeguamento sismico, che deve essere, però, necessariamente effettuato da un tecnico specializzato in materia, in seguito ad analisi diagnostiche e prove concrete effettuate in laboratorio. Per la sicurezza di determinati edifici, soprattutto storici, si deve procedere, tra le altre cose, al consolidamento delle mura con cuciture metalliche, con la diminuzione di un’eccessiva deformabilità dei solai ed ancora con la riduzione delle spinte d’archi e di volte. Non mancano importanti opere di supporti ed ancoraggi per strutture realizzate in cemento armato. Contro quest’ultimo materiale viene imposto sempre più il legno, da adoperare in modo particolare nei tetti, così da ottenere elasticità e flessibilità durante un sisma. Attualmente nessuna zona d’Italia può ritenersi esclusa dal problema sismico.

Persone specializzate nel settore portano avanti approfondimenti e dibattiti approfonditi per cercare di rendere altamente sicuro un edificio antisismico. Per questo motivo stanno nascendo importanti collaborazioni, come quella che tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Dipartimento della Protezione Civile per decidere norme sicure da far seguire obbligatoriamente. Proprio nell’ultima normativa si è decretato il bisogno d’innalzare il livello di stabilità nelle costruzioni introducendo, tra le altre cose, la necessità di verificare gli edifici sia pubblici che privati con interventi di adeguamento e di miglioramento strutturale. In seguito alla valutazione di una struttura la normativa antisismica richiede di procedere obbligatoriamente all’adeguamento di determinate regole. Ciò accade, ad esempio, nei casi di sopraelevazione oppure d’ampliamento. Per la sicurezza degli edifici s’impongono interventi strutturali per trasformare dalle fondamenta una soluzione attraverso precise opere che portino al raggiungimento di un organismo edilizio completamente differente da quello precedente. Tra le norme di sicurezza antisismica vi sono anche quelle che prevedono di inserire materiali più adeguati come i rinforzi in fibra di vetro e in fibra di carbonio.

Ancora oggi, l’adeguamento sismico di un determinato edificio a carattere privato resta, comunque, una scelta indipendente e volontaria, anche se sono in molti a volere che venga approvato un piano di prevenzione che obblighi tutti i cittadini ad adeguare in modo corretto il proprio fabbricato.